Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo: le DOCG irpine
Che cosa significa DOCG, che differenza c'è tra Aglianico e Taurasi, e che cosa prevedono i disciplinari di Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo.
In breve
Aglianico, Fiano e Greco sono le uve; Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo sono i nomi dei vini DOCG che nascono in zone precise, con regole precise. La DOCG è il livello più alto delle denominazioni italiane di origine del vino.
Che cosa significano DOC e DOCG
Sono le sigle italiane dei vini a denominazione di origine protetta. Per la legge italiana (L. 238/2016) la DOCG, «denominazione di origine controllata e garantita», può essere riconosciuta a una DOC con almeno sette anni di storia e con regole più restrittive. Non è una graduatoria di qualità tra i vini: indica che il vino rispetta un disciplinare di zona, uve e produzione e che ha superato i controlli analitici e organolettici previsti.
Aglianico o Taurasi?
È la domanda più frequente. Aglianico è il vitigno, l'uva a bacca nera, coltivata in più zone della Campania. Taurasi è il vino, la denominazione, con regole precise: si può chiamare Taurasi solo il vino ottenuto da uve Aglianico (almeno l'85 %) coltivate in 17 comuni della provincia di Avellino, che rispetta il disciplinare. Ogni Taurasi è fatto con Aglianico, ma non ogni vino da uve Aglianico è un Taurasi.
Taurasi DOCG
- DOC dal 1970, DOCG dal 1993.
- Aglianico almeno 85 %; 17 comuni in provincia di Avellino.
- Invecchiamento di almeno tre anni, di cui almeno uno in legno; per la Riserva, almeno quattro anni, di cui diciotto mesi in legno.
Nella selezione: il Taurasi Terzotratto DOCG.
Fiano di Avellino DOCG
- DOC dal 1978, DOCG dal 2003.
- Fiano almeno 85 %.
Il nome «Fiano di Avellino» è quello della DOCG e dice la zona. Nella selezione: il Fiano di Avellino DOCG.
Greco di Tufo DOCG
- DOC dal 1970, DOCG dal 2003.
- Greco almeno 85 %; otto comuni in provincia di Avellino.
- La versione spumante è solo metodo classico: almeno 18 mesi sui lieviti, 36 per la Riserva.
Nella selezione: il Greco di Tufo DOCG.
E la Falanghina?
La Falanghina non è una DOCG. È un vitigno, e la Falanghina del Sannio è una DOC dal 2011 (Falanghina almeno 85 %, uve della provincia di Benevento). Il livello di tutela non è un confronto di qualità, è una descrizione di regole: ne trovi una nella selezione, la Falanghina del Sannio.
Anche l'Aglianico ha una DOC sannita: il nome ufficiale è «Sannio», con la specificazione Aglianico, e le uve devono venire dalla provincia di Benevento. Nel Beneventano esiste anche la DOCG Aglianico del Taburno. Nella selezione: l'Aglianico DOC del Sannio; per la denominazione esatta fa fede l'etichetta.
Che cosa guardare in etichetta
- La denominazione (DOCG, DOC) e il nome del vino.
- La gradazione alcolica effettiva in % vol, sempre obbligatoria.
- L'indicazione «solfiti» o «anidride solforosa», obbligatoria sopra i 10 mg/l (come SO₂ totale).
- Il nome dell'imbottigliatore e il luogo.
Per gli altri dati di un'etichetta alimentare vedi come leggere l'etichetta. Con che cosa servirli è la domanda di abbinamenti vino-cibo. Tutti i vini sono nella Enoteca; la vendita è riservata ai maggiori di 18 anni.